I segnali di allarme di riciclaggio: come si manifestano nella pratica
Un segnale di allarme raramente è un singolo atto sospetto; è un modello che non si adatta al profilo del cliente. Transazioni strutturate appena al di sotto di una soglia di segnalazione, un'attività il cui fatturato non corrisponde ai suoi locali, un cliente insolitamente disinteressato ai costi: ognuno di questi elementi è insignificante da solo, ma acquista significato se combinato.
Questa natura combinatoria rende la formazione complessa. Il personale, istruito su un elenco di indicatori, tende a cercare solo quelli, perdendo di vista la discrepanza, che è il vero segnale. Tale discrepanza è visibile solo a chi conosce il profilo normale di quel cliente. Un aspetto da non divulgare sono le soglie e la logica di rilevamento: pubblicare gli importi e le regole che attivano una revisione indica a chiunque come aggirarle.
Il modello copre l'argomento in dieci scene: due sul perché i modelli contano più dei singoli atti, due sulla due diligence del cliente e su cosa sia considerato normale, tre sulle categorie di segnali di allarme più comuni, una su cosa non deve mai essere detto al cliente, una sul percorso di escalation interna e una sulla riservatezza che segue una segnalazione.

